Vulcano attivo in Costa Rica studiato grazie ai droni
Un progetto universitario si basa sull’utilizzo dei droni per effettuare analisi e studi sul vulcano attivo Poás in Costa Rica. Si tratta nello specifico del progetto realizzato dall’Università dell’Alaska Fairbanks (UAF). L’obiettivo è quello di raccogliere campioni di gas direttamente dal cratere per effettuare approfondite analisi. La possibilità di avvicinarsi così tanto in totale sicurezza ad un elemento pericoloso come sono appunto i vulcani, può essere una vera svolta. I droni permettono infatti di osservare la situazione più da vicino e, soprattutto, di raccogliere campioni fondamentali per i ricercatori. Proprio questi studi sono importanti per capire l’andamento delle eruzioni vulcani e per cercare di comprendere meglio queste attività così pericolose e imprevedibili.
Il progetto universitario prevede quindi che il drone arrivi fisicamente all’interno del cratere del vulcano attivo Poás. Vi abbiamo già raccontato di precedenti progetti similari con droni protagonisti degli studi sui vulcani. Leggete per esempio “Eruzioni vulcaniche: la Nasa le studia con i droni”.
Droni per studiare il vulcano attivo Poás
I ricercatori del progetto si avvalgono di due droni per le operazioni di analisi del vulcano attivo Poás. Il primo è un Parrot che riprende le varie fasi, l’altro invece è il drone Alta X Heavy Lift da 11 kg. Quest’ultimo trasporta i vari strumenti scientifici necessari ed entra nel cratere. Una volta raggiunta la zona di atterraggio stabilita, il drone spegne i motori e preme i sensori sul terreno per raccogliere campioni per circa due minuti. Si sposta poi al punto successivo. Un terzo velivolo controlla invece le altitudini in tempo reale per coordinare al meglio il lavoro di tutti i mezzi. Nel frattempo gli studiosi seguono il tutto da una piattaforma di osservazione sicura situata a circa 300 metri dal cratere. La sicurezza degli studiosi è quindi garantita, mentre il drone si occupa di raccogliere campioni in un luogo decisamente pericoloso, come sempre più spesso accade.
Grazie ai dati raccolti dal drone all’interno del cratere del vulcano attivo Poás i ricercatori hanno potuto analizzare importanti informazioni su anidride carbonica, vapore acqueo, temperatura e umidità del suolo. Tutti questi elementi contribuiscono a meglio comprendere lo stato del magma e dell’attività idrotermale. Infatti, l’obiettivo principale di queste attività di ricerca è di andare a studiare meglio i fenomeni relativi alle eruzioni vulcaniche cercando, se possibile, di capire i segnali che potrebbero permetterne una previsione piuttosto precisa. Si tratta quindi di un ulteriore esempio di come la tecnologia dei droni possa essere di grande aiuto ai ricercatori in ambienti particolari come i vulcani. La geologia potrebbe trarre quindi importanti vantaggi da questi strumenti viste anche le continue novità e migliorie dei sensori e delle attrezzature che gli aeromobili possono trasportare.

