Droni e Intelligenza Artificiale Ritrovano il Corpo di Nicola Ivaldo sul Monviso dopo 10 Mesi
Nicola Ivaldo era scomparso il 15 settembre 2024 durante un’escursione in solitaria sul Monviso, montagna simbolo delle Alpi Cozie al confine tra Piemonte e Francia. Malgrado le ricerche intense dei mesi successivi, ogni tentativo di localizzarlo si era rivelato infruttuoso. Solo il tracciamento delle celle telefoniche aveva fornito indicazioni generiche sulla sua possibile posizione, ma il terreno impervio e le condizioni climatiche avevano reso le operazioni estremamente complesse. Leggete anche “Soccorsi in montagna più efficienti con i droni”.
Il ritrovamento grazie a droni e IA
Il 30 luglio 2025, il Soccorso Alpino ha attivato una nuova fase delle ricerche, questa volta basata sull’impiego di droni ad ala rotante dotati di fotocamere ad alta risoluzione e software avanzati di intelligenza artificiale. Due piloti, con il supporto di tecnici esperti del territorio, hanno sorvolato i versanti nord e ovest del Monviso, coprendo un’area di oltre 180 ettari e raccogliendo più di 2.600 immagini.
Queste immagini sono state poi processate da un software dotato di algoritmi di computer vision capaci di riconoscere dettagli visivi insoliti, come frammenti di tessuto, colori contrastanti o forme non naturali. È stato proprio un particolare – il colore rosso del casco da alpinismo – a far scattare l’allerta: l’intelligenza artificiale ha individuato un punto anomalo all’interno del canale Perotti, una zona impervia situata a circa 3.150 metri di altitudine.
Un modello operativo destinato a cambiare il soccorso alpino
L’analisi assistita dall’intelligenza artificiale ha permesso ai soccorritori di ridurre drasticamente i tempi di ispezione manuale. In poche ore, la piattaforma ha generato un report di aree sospette da verificare, consentendo agli elicotteri dei Vigili del Fuoco e al Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di dirigersi con precisione sul luogo segnalato. L’operazione si è conclusa nella mattinata del 31 luglio con il recupero del corpo.
Il corpo è stato identificato sulla base dell’abbigliamento, degli effetti personali e della posizione compatibile con la traiettoria indicata dai dati telefonici raccolti a settembre. Le autorità hanno aperto un fascicolo per il completamento degli accertamenti forensi, ma ogni elemento conferma con certezza l’identità di Nicola Ivaldo.
Il commento del Soccorso Alpino
“Questa operazione segna un punto di svolta nel modo in cui affrontiamo le ricerche in montagna,” ha dichiarato il responsabile del Soccorso Alpino Piemontese. “L’uso di droni abbinato a software di intelligenza artificiale consente di coprire territori vastissimi con una precisione prima impensabile. In casi come questo, dove il corpo era nascosto tra rocce e neve in un canale remoto, solo la tecnologia avrebbe potuto fare la differenza.”
Un esempio per il futuro delle operazioni SAR
Il successo del ritrovamento di Nicola Ivaldo evidenzia il potenziale delle nuove tecnologie nel campo del Search and Rescue (SAR). L’integrazione tra sensori ottici ad alta definizione, intelligenza artificiale e conoscenza del territorio da parte dei soccorritori umani può diventare un modello replicabile per altre situazioni critiche in ambiente alpino, boschivo o marino. Leggete “Germania presenta nuovi droni con radar SAR: sorveglianza avanzata da Avilus”.
Questo approccio apre la strada a nuove applicazioni: rilevamento termico, visione notturna, mapping 3D in tempo reale e persino il supporto alla logistica di emergenza in aree colpite da calamità naturali.
Un ultimo saluto
Con il recupero del corpo, si chiude una vicenda che ha tenuto col fiato sospeso due regioni, la Liguria e il Piemonte, e ha coinvolto decine di volontari, tecnici e famiglie. Nicola Ivaldo era un appassionato di montagna, conosciuto e stimato sia per la sua professione medica che per la sua umanità.
La famiglia ha ringraziato pubblicamente le squadre di soccorso, i piloti di drone e gli sviluppatori del software che hanno reso possibile il ritrovamento, sottolineando come il ricorso alla tecnologia, usata con etica e competenza, possa realmente “restituire dignità e pace ai nostri cari scomparsi”.

