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Droni militari che vengono sparati come missili

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Droni militari che vengono sparati come missili, una nuova tecnologia in grado di rivoluzionare gli eserciti di tutto il mondo.

L’idea appartiene alla società Spear, fondata nel 2017, si occupa principalmente di strumentazioni dedicate al mondo della difesa, il suo team è multisettoriale, combina infatti molteplici competenze che spaziano dai droni militari fino ad arrivare all’intelligenza artificiale, progettazione software tattici e comunicazioni. Spear ha una sede principale negli Stati Uniti, più precisamente nel Maryland, ed una in Israele a Tel Aviv.

Un mix di alto valore che ha permesso di progettare dei droni in grado di essere sparati come veri e propri missili o proiettili, al fine aumentare l’intelligence strategica dei militari. Per approfondimenti sull’utilizzo di droni in ambito di difesa, leggete anche “Droni per le squadre speciali della polizia”.

Droni militari

I droni militari di Spear sono stati battezzati con il nome “Nixon” , e come scritto poco più sopra la loro grande peculiaretà è quella di essere lanciati manualmente o da un lanciagranate, sia da una postazione fissa che mobile. Come potete ben immaginare la struttura di questi droni militari è estremamente robusta per essere operativo in situazioni gravose.

Una volta sparato, il drone senza necessità di intervento umano, si apre ed accende i motori per iniziare a volare. Attualmente la produzione vanta tre modelli differenti: Nixon 40, Nixon 66 e Nixon 103 che si differenziano principalmente per le dimensioni ed il peso, ma anche per le diverse funzionalità tattiche. Leggete anche “Droni utilizzati come armi militari”.

I droni militari Ninox 40 hanno un peso di soli 250 grammi, sono incapsulati in un tubo di acciaio e possono essere “sparati” manualmente dal soldato. Sono dotati sia di camera visibile che infrarosso così da poter essere utilizzati con efficacia anche in circostanze notturne o di scarsa luminosità. I Nixon 40 hanno una autonomia di volo di ben 40 minuti.

I Ninox66 pesano circa 700 grammi ed hanno dimensioni maggiori rispetto i loro “fratelli minori” sono stati progettati per essere utilizzati su piattaforme sia fisse che mobili, sono dotati di intelligenza artificiale, possono essere fatti volare in sciame, dunque più droni contemporaneamente in volo. Hanno una autonomia di volo di 50 minuti ed una importante resistenza al vento.

I droni militari Ninox 103 sono droni incapsulati dal peso di 1,5 chilogrammi, hanno una autonomia di volo di oltre 60 minuti, rispetto agli altri modelli oltre all’intelligenza artificiale dispongono anche di computer vision e target tracking per l’utilizzo durante un conflitto.

“I sistemi Ninox sono stati sviluppati come risposta diretta alla necessità delle forze militari di disporre di capacità di intelligence immediate”, afferma Gadi Kuperman, fondatore e CEO di Spear. “Le nostre soluzioni sono progettate per fornire all’utente finale il modo più efficace per ottenere risultati immediati superiorità tattica sul caotico campo di battaglia di oggi. Questa è una tecnologia rivoluzionaria che rivoluzionerà il campo di battaglia, consentendo alle forze armate di utilizzare i droni come kit standard. Siamo orgogliosi che le soluzioni della nostra azienda siano già in fase avanzata di revisione da parte del Ministero della Difesa israeliano”.

Come aumenta la tecnologia dei droni, aumenta anche la tecnologia antidrone, ovvero tutti quei sistemi in grado di ostacolare o abbattere gli aermobili a pilotaggio remoto in volo. In questo articolo vi spiegano un recente ed innovativo sistema realizzato da DARPA, l’agenzia governativa americana attiva dal 1958 nello sviluppo di nuove tecnologie militari: “Darpa e il nuovo sistema antidroni”.

Qui di seguito due brevi video dei droni militari di Spear in azione!

 

 

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