Sei qui
Droni per il monitoraggio della Barriera Corallina Esteri News 

Droni per il monitoraggio della Barriera Corallina

Droni per il monitoraggio della Barriera Corallina, una nuova ed innovativa (oltre che utile) applicazione degli aeromobili a pilotaggio remoto in ambito ambientale.

La grande barriera corallina è soggetta da tempo ad eventi cosiddetti di “sbiancamento”, ovvero quel fenomeno distruttivo che colpisce la simbiosi tra i polipi del corallo e alcune alghe unicellulari fotosintetizzanti della famiglia delle Zooxanthellae. Lo sbiancamento dei coralli è un segno tangibile della reazione di questi a qualche forma di stress, soprattutto all’aumento della temperatura dell’acqua. I coralli diventano così di un colore più pallido, da qui l’attribuzione del termine “sbiancamento”.

Nonostante lo stress sia molto alto, la barriera corallina non è effettivamente morta, dunque deve essere costantemente monitorata al fine di poter cercare soluzioni per il ripristino del suo corretto stato di salute.

Ecco dunque la motivazione dell’inserimento dei droni per il monitoraggio della Grande Barriera Corallina da parte di un team di scienziati dell’Università di Tecnologia del Queensland (QUT) e dell’Istituto australiano per la scienza marina (AIMS), che stanno lavorando allo sviluppo di una particolare strategia di mappatura con appositi velivoli.

“I droni a bassa quota in un giorno possono coprire un’area molto più grande rispetto alle indagini fatte in acqua e non sono ostacolati dalla copertura nuvolosa come succede agli aeromobili e ai satelliti, un sistema come questo ha il reale potenziale per aumentare in modo economico la frequenza delle attività di monitoraggio“ ha dichiarato Felipe Gonzalez, uno dei ricercatori del QUT.

Ma come funziona il monitoraggio con i droni? Il processo è difficile quanto semplice, a bordo dei droni vengono installate delle camere iperspettrali (quelle utilizzate anche in ambito di agricoltura di precisione) in grado di ricostruire la cosiddetta “firma spettrale”, così che ogni singola colonia di coralli possa essere analizzata approfonditamente, documentando così i vari cambiamenti avvenuti nel corso del tempo e prevedere anche le evoluzioni future.

Droni per il monitoraggio

La grande barriera corallina australiana si estende per ben 2.300 chilometri, l’utilizzo dei droni permette dunque l’individuazione delle aree sbiancate o danneggiate risparmiano molto tempo!

Ecco di seguito una serie di articoli riguardo l’utilizzo di droni nel settore agricolo/ambientale ed un breve video che mostra il funzionamento dei droni sulla barriera corallina.

 

Articoli Correlati