Industria ittica: un nuovo drone per ispezioni marine
Un nuovo drone in grado di effettuare particolari ispezioni marine potrebbe essere di grande aiuto all’industria ittica. Si tratta di un progetto realizzato dall’Università di Canterbury in Nuova Zelanda. Il drone grazie all’intelligenza artificiale sarebbe in grado di rilevare parametri come le dimensione e lo stato di salute di cozze e capesante, diminuendo notevolmente il lavoro manuale per la stessa analisi. Il drone potrebbe anche rilevare la presenza di parassiti nei fondali marini.
Lo stesso drone potrebbe essere utile in futuro non solo a sostegno dell’industria ittica, ma anche per analizzare le condizioni di strutture sottomarine o tralicci di moli.
Droni in aiuto all’industria ittica
Il progetto dell’Università di Canterbury potrebbe essere una vera svolta per l’industria ittica. Il drone potrebbe anche essere utile per rilevare la presenza di buchi nelle reti utilizzate per la pesca, per esempio. Effettuando le analisi di cozze e capesante con droni si ridurrebbe al minimo l’intervento umano, riducendo anche notevolmente gli sprechi di questi preziosi prodotti.
Vi abbiamo già raccontato in altri articoli di come i droni marini possano essere utili all’industria ittica e alle attività di controllo dei fondali in generale, leggete anche “Porto di Genova: ispezioni con drone subacqueo”.
Grazie ai droni si possono quindi ridurre i tempi di realizzazione di questi controlli, i relativi costi e i problemi legati alla carenza di manodopera. Si pensa anche di equipaggiare i droni con appositi bracci meccanici che possano raccogliere solo capesante e cozze dalle giuste dimensioni. In questo modo si manterrebbe un fondale marino più sano, riducendo anche gli sprechi.
Oltre al supporto all’industria ittica, i droni progettati dall’Università di Canterbury potranno essere utili per scansionare tralicci dei moli o scafi della navi. Queste analisi potrebbero rilevare la presenza di organismi marini invasivi. Attualmente queste ispezioni si realizzano manualmente da subacquei una volta all’anno, con costi e rischi sicuramente maggiori.

