Pinguini in Antartide studiati dai droni di Enea
Enea sta realizzando un innovativo progetto per lo studio dei pinguini in Antartide attraverso l’impiego dei droni. Il sistema combina la tecnologia dei droni, l’intelligenza artificiale e il supercalcolo per monitorare le colonie di questi animali. Lo scopo di Enea è di ottenere dati precisi sullo stato di salute del pinguino.
Le colonie analizzate sono nello specifico quelle di Adelie Cove che ospita circa 10.000 esemplari e di Edmonson Point che ne ospita circa 4.000. Grazie ai dati raccolti dai droni e dalle moderne tecnologie sarà quindi possibile capire gli effetti dei cambiamenti climatici e la biodiversità del continente. I ricercatori italiani coinvolti nel progetto utilizzeranno anche il supercomputer Cresco per l’analisi delle immagini ad alta definizione raccolte dai droni.
Il progetto di Enea si concentra per la prima volta sullo studio dei pinguini in Antartide anche se questa spedizione ha anche altri scopi scientifici. Ve ne abbiamo parlato in un precedente articolo, leggete anche: “Spedizioni in Antartide: Enea si affida ai droni”.
Droni per studiare i pinguini in Antartide
Nello specifico il progetto di Enea per lo studio dei pinguini in Antartide si concentra quindi su due colonie e in due periodi ben precisi dell’estate australe. Una prima analisi è effettuata a metà novembre, durante il periodo di cova, l’altra a metà gennaio, quando cioè i pulcini cominciano a muoversi liberamente all’interno delle colonie.
La comparazione delle immagini e dei dati estrapolati nelle due diverse fasi permetterà quindi di capire l’efficacia riproduttiva delle colonie. Si tratta di un indicatore fondamentale sullo stato di salute degli animali. L’impiego dei droni permette di arrivare a una precisione nella conta di circa il 97% per gli esemplari adulti e dell’89% per i pulcini. Valori decisamente molto più reali rispetto a quelli che si potevano ottenere con metodi più classici come il conteggio manuale a campione.
Le immagini che i droni raccolgono sui pinguini in Antartide vengono poi elaborate dal supercomputer Cresco attivo presso la stazione Zucchelli dal 2017. Si ottiene così un’ortofoto georeferenziata ad alta risoluzione che permette di distinguere tra adulti, alti circa 60 cm e pulcini che possono arrivare al massimo a 30 cm di altezza. I droni utilizzati hanno caratteristiche tecniche particolari che li rendono adatti a volare alle basse temperature di questo luogo.
Il lavoro dei droni permetterà quindi di arrivare ad ottenere dati sempre più precisi che saranno fondamentali per capire lo stato di salute di questi animali. Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, collabora anche con il Cnr in questa importante iniziativa.

