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Riserve idriche sotterranee rilevate dai droni

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Un gruppo di ricercatori svizzeri ha sviluppato un sensore da applicare ai droni in grado di rilevare la presenza di riserve idriche sotterranee. Questo strumento può essere particolarmente utile per ottenere quei dati che permettono di prendere importanti decisioni sulla gestione del terreno oggetto per esempio di siccità o di incendi anche gravi.

Il sensore, sicuramente più economico rispetto agli strumenti classici finora utilizzati come le immagini satellitari, è il frutto di un percorso di studi e ricerche sui radiometri che l’Istituto federale svizzero per la ricerca su foreste, neve e paesaggio (WSL) ha intrapreso a partire dal 1995. Lo strumento applicato al drone utilizza una frequenza elettromagnetica altamente sensibile all’acqua.

Di fatto quindi facendo volare il drone sopra alle aree di interesse si riescono ad ottenere informazioni precise sull’abbondanza e la distribuzione dell’acqua sotto la superficie. Il suo impiego può essere quindi fondamentale in agricoltura, riuscendo ad effettuare previsioni sulla resa di un determinato terreno, ma anche in altri settori come l’idrologia dei ghiacciai, la mappatura e la valutazione dei rischi di incendi e anche l’individuazione di perdite in argini o dighe.

Si tratta quindi sicuramente di una tecnologia di grande impatto che potrà essere applicata veramente in molti settori che già oggi prevedono l’impiego dei droni, settori in continua espansione come vi abbiamo raccontato in altri articoli, leggete anche “Droni per prevedere le inondazioni” e “Droni a Ventimiglia contro la crisi idrica”.

Christoph Hegg, direttore ad interim di WSL ha dichiarato che: “Siamo molto lieti che i nostri molti anni di ricerca e progetti nel campo del telerilevamento a microonde abbiano portato a un prodotto innovativo”.

Sicuramente il sensore potrà anche essere combinato a tecniche più classiche come il monitoraggio satellitare, fondamentale per indagini a larga scala che analizzano i cambiamenti idrologici causati dal riscaldamento globale, o i sensori a terra che sono invece utili per ottenere dati nell’esatta posizione impostata.

Grazie quindi all’utilizzo di questi sensori sarà possibile migliorare la gestione delle riserve idriche, permettendo di pianificare le irrigazioni e contribuirà anche a migliorare i raccolti e a monitorare gli eventuali rischi da incendi boschivi nelle aree più vulnerabili.

 

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