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Ritrovamenti etruschi: il ruolo delle ricognizioni con droni

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I droni e le nuove tecnologie sono sempre più spesso di supporto alle attività archeologiche che portano a nuovi ritrovamenti etruschi. Stiamo parlando in particolare del progetto messo in campo dal Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna.

L’obiettivo è proprio quello di sfruttare al massimo le potenzialità dei droni e delle moderne tecnologie a supporto delle classiche attività di scavo. I droni e i laser 3D, infatti, possono aiutare ad identificare eventuali reperti in modo da direzionare le attività di scavo vere e proprie solo in aree specifiche e meglio identificate. Il progetto si rivolge al momento agli scavi nella zona dell’attuale città di Marzabotto. Si tratta di una zona che ormai dal 1988 è oggetto degli studi dell’Università di Bologna per le sue origini etrusche.

Il progetto dell’Università di Bologna vuole quindi avvalersi dei droni per rendere più efficienti e meno invasive le attività che portano ai ritrovamenti etruschi. Vi abbiamo raccontato in altri articoli di diversi progetti legati all’archeologia che vedono protagonisti i droni, leggete anche “Scavi di Pompei: monitoraggio con droni”.

Droni alla ricerca di ritrovamenti etruschi

In concreto i droni si rivelano essere degli strumenti realmente utili per le attività che portano ai ritrovamenti etruschi. In particolare i droni utilizzati dall’Università di Bologna sono dotati di sensori multispettrali in grado di registrare la quantità di energia riflessa dagli oggetti.

E’ quindi più semplice intuire in quali aree andare poi ad intervenire con attività più invasive come gli scavi veri e propri. I laser scanner 3D, invece, permettono di acquisire digitalmente l’intera struttura degli oggetti con una precisione elevatissima. Si riescono quindi ad individuare dettagli che ad occhio nudo potrebbero facilmente sfuggire. Come se non bastasse, è anche possibile arrivare alla ricostruzione digitale di parti mancanti o di intere strutture. Leggete “Droni per archeologia: nuove scoperte ai Balzi Rossi”.

I ritrovamenti etruschi nell’area della città di Marzabotto sono un vero fiore all’occhiello per il Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell’Università di Bologna.

Già dal 1988 questa zona è oggetto di analisi e studi che hanno permesso di portare alla luce reperti veramente interessanti. Sicuramente le nuove tecnologie come quelle dei droni e dei laser scanner non possono che essere di grande aiuto per aumentare i livelli di efficienza e precisione delle attività archeologiche.

Il fatto poi di non essere invasive è ancora più importante per garantire la tutela e il rispetto di un luogo così fragile e ricco di storia. Il progetto universitario prevede la partecipazione degli studenti già dal primo anno.

 

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