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Bandiera blu: il mare della Liguria controllato dai droni

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Per difendere la sua bandiera blu ottenuta in ben 32 località, il mare della Liguria sarà controllato e monitorato anche dai droni. Un progetto lanciato dal nuovo ammiraglio recentemente incaricato del comando dello scalo di Genova, Sergio Liardo. Tra i suoi compiti, infatti, anche quello fondamentale di difesa dell’ambiente.

L’ammiraglio Liardo intende spiegare tutte le forze in uso alla Guardia Costiera per assicurare una maggior tutela del territorio marittimo locale, avvalendosi quindi anche dei droni per riuscire a vigilare dall’alto sugli scarichi in mare abusivi. Leggete anche “Droni per il censimento di scarichi sui fiumi”.

I droni per tutelare la bandiera blu ligure

Il progetto di impiego droni prevede la possibilità di sfruttare la loro visione dall’alto per individuare situazioni che possono arrecare danno all’ambiente, in modo che le forze dell’ordine possano intervenire tempestivamente. Si potrà quindi facilmente individuare la presenza di scarichi in mare non autorizzati ma anche azioni di smaltimento di rifiuti illegali. Il tutto con l’obiettivo di salvaguardare l’ambiente marino.

Vi abbiamo raccontato già in altri articoli come i droni possano essere utilizzati dalle forze dell’ordine o da associazioni ambientalistiche a questi scopi, leggete per esempio anche “Droni sottomarini per monitorare la Posidonia in Liguria” e “Droni per la tutela delle Cinque Terre in Liguria”.

Nel caso della Liguria l’obiettivo è anche quello di tutelare il comparto del turismo: infatti garantendo che le regole anti inquinamento vengano rispettate, si riuscirà anche a mantenere sano e pulito quel mare fonte di attività per molte imprese locali, lo stesso mare premiato nel 2021 con ben 32 bandiere blu.

Il progetto di tutela ambientale di questa regione comprende anche il Blue Agreement. Si tratta di un accordo tra la Capitaneria e i principali colossi dello shipping che prevede di coinvolgere tutte le navi che fanno scalo nel porto di Genova e in quello di Savona. L’accordo impone che le imbarcazioni degli armatori aderenti debbano cambiare il combustibile che alimenta i motori circa tre miglia prima del porto utilizzando il green fuel che contiene al massimo lo 0,1% di zolfo.

Progetti importanti quindi per un obiettivo più che mai attuale.

 

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