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Droni Intel per il restauro della grande Muraglia Cinese

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Droni Intel per il restauro della grande Muraglia Cinese, sulle pagine di questo blog abbiamo già avuto modo di parlare dei nuovi prodotti e delle nuove iniziative in ambito drone da parte del colosso americano Intel. Per approfondimenti leggete anche: “Droni Intel e l’innovativo sistema di gestione“.

La Grande Muraglia Cinese, conosciuta a livello internazionale come una delle sette meraviglie del mondo è esposta da millenni a fenomeni di erosione naturale e danneggiamenti causati dai tanti turisti, provenienti da ogni parte del mondo, che ogni anno la visitano.

Necessita periodicamente di interventi di consolidamento, restauro e conservazione al fine di preservarne la struttura.

Per migliorare l’attività di valutazione e perizia delle zone più colpite scenderanno in campo i droni Intel, più precisamente i Falcon 8+ che mapperanno la sezione “Jiankou” (tratto risalente al III a.C.), parte della Grande Muraglia molto ripida, costituita da vegetazione molto fitta, dunque difficile da raggiungere dagli strumenti di diagnosi tradizionali.

I droni Intel per il restauro della grande Muraglia Cinese saranno un nuovo ed interessante strumento tecnologico in dotazione alle squadre di restauratori.

Il lavoro verrà eseguito dalla partnership fra Intel e China Foundation, di seguito una dichiarazione di Anil Nanduri, Vice Presidente e General Manager del team drone di Intel: “Usando i droni, siamo in grado di ispezionare molteplici aspetti della struttura, incluse aree piuttosto inaccessibili. Continuiamo a essere entusiasti del fatto che il futuro delle ispezioni venga automatizzato dall’acquisizione di dati attraverso i droni. Non vediamo l’ora di sfruttare la nostra tecnologia per aiutare in futuro la conservazione di più siti del patrimonio mondiale”.

Ma i droni Intel non si fermeranno alla sola analisi video, effettueranno anche delle missioni aerofotogrammetriche in grado di rappresentare alcuni tratti della Grande Muraglia Cinese in 3D, così da poter identificare ancora meglio le zone maggiormente ammalorate e ridurre al minimo i tempi di intervento delle squadre di restauratori.

 

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