Precipitazioni atmosferiche provocate da droni cinesiEsteri News 

Precipitazioni atmosferiche provocate da droni cinesi

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In Cina si pensa di poter sfruttare la tecnologia dei droni per provocare precipitazioni atmosferiche in caso di necessità. Stiamo parlando di un progetto i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sulla rivista Desert and Oasis Meteorology. La sperimentazione è avvenuta nella provincia occidentale dello Xinjiang, una zona particolarmente arida. Ideatori sono alcuni scienziati della China Meteorological Administration (CMA) guidati dall’ingegnere Li Bin. I ricercatori si sono avvalsi della polvere di ioduro d’argento e di due modelli di droni di medie dimensioni che hanno raggiunto un’altitudine di 5.500 metri per poi rilasciare la polvere. L’obiettivo di queste attività è di trovare una soluzione fattibile contro le condizioni di siccità e di carenza d’acqua incrementate anche dai cambiamenti climatici in essere.

I risultati del test sull’utilizzo dei droni per incentivare le precipitazioni atmosferiche sono stati decisamente positivi. Vi avevamo già accennato a progetti similari in precedenti articoli, leggete per esempio: “Emirati Arabi: primo test di pioggia dai droni”.

Droni cinesi per creare precipitazioni atmosferiche

Il progetto cinese che si è avvalso dei droni per provocare le precipitazioni atmosferiche ha riguardato nello specifico le praterie di Bayanbulak. Una volta raggiunta l’altezza di 5.500 metri, i droni hanno rilasciato la polvere di ioduro d’argento sottoforma di fumo. Le particelle si sono così disperse a una velocità di 0,28 grammi al secondo. Queste particelle fanno da nuclei di condensazione favorendo così la formazione di gocce d’acqua più pesanti pronte a cadere. Attraverso appositi spettrometri si è dimostrato che il diametro delle gocce si è espanso da 0,46 mm a 3,22 mm dopo il test. Le immagini satellitari hanno invece registrato un raffreddamento della superficie delle nuvole fino a 10 gradi Celsius e una crescita verticale di circa 3 km. Di fatto l’opera dei droni avrebbe generato più di 70.000 metri cubi di pioggia aggiuntiva, sufficiente a riempire 30 piscine olimpioniche profonde 2 metri.

Riuscire ad agire sulle precipitazioni atmosferiche grazie all’impiego dei droni potrebbe essere quindi la svolta per molte realtà. Visti infatti i cambiamenti climatici che stiamo registrando, si prevede la crescita di zone aride e secche a causa della desertificazione. Altro grande problema è quello dello scioglimento dei ghiacciai ad opera del surriscaldamento globale che porterebbe ad una evidente riduzione delle scorte d’acqua. Insomma, i droni possono essere di aiuto in diversi modi contro la siccità e la carenza d’acqua tramite progetti sempre più innovativi. Al momento il team di ricercatori spera di poter ottenere le risorse necessarie per approfondire il progetto variando i parametri come per esempio l’altitudine e il dosaggio di polvere impiegata. In questo modo potrebbero meglio analizzare diverse casistiche che possono essere applicate alle caratteristiche proprie di ogni specifica zona.

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