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Droni che monitorano gli uccelli delle Isole Falkland

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Nelle famose Isole Falkland si è deciso di implementare l’uso dei droni che monitorano gli uccelli ospiti di queste zone come gli albatros e i pinguini. Queste zone infatti sono particolarmente affascinanti per gli scienziati che studiano le abitudini di queste specie così caratteristiche.

Le Isole Falkland sono meta di molti turisti per il loro carattere selvaggio, ma per i ricercatori le aspre rocce di queste isole disabitate rendono difficile l’approccio dei loro studi sulla fauna del luogo. Va poi detto che il conteggio manuale degli uccelli è sicuramente un processo molto laborioso e difficile, anche perché la stessa presenza dei ricercatori può disturbare i comportamenti riproduttivi e di ricerca del cibo per queste specie. In genere poi le colonie di uccelli sono grandi e sparse su più zone, difficilissimo quindi è mantenere un conteggio preciso degli esemplari.

Considerando che queste isole ospitano le più grandi colonie al mondo di albatri dai sopraccigli neri e le seconde colonie più grandi di pinguini saltaroccia meridionali, gli studiosi hanno dovuto trovare un sistema innovativo per non farsi sfuggire l’occasione di studiare questi animali senza comprometterne le abitudini.

Ecco quindi l’idea di utilizzare droni  che monitorano gli uccelli in modo da ridurre i costi, la manodopera e il rischio di errore umano, ottenendo al contempo risultati precisi ed accurati e in una modalità decisamente meno invasiva per la routine di questi uccelli.

Grazie all’impiego di questi strumenti gli scienziati hanno potuto analizzare addirittura più di 10.000 immagini di colonie miste di uccelli marini nelle Isole Falkland e attraverso l’applicazione combinata di algoritmi di intelligenza artificiale sono riusciti a contare correttamente gli albatros con una precisione del 97% e i pinguini con l’87%.

Per effettuare questa analisi è stata utilizzata una rete neurale convoluzionale (CNN), cioè un tipo di intelligenza artificiale che utilizza un algoritmo di deep learning per analizzare un’immagine e differenziare e contare gli oggetti che identifica all’interno dell’immagine stessa.

David Johnston, direttore del progetto, spiega che: “In sostanza, il computer identifica diversi modelli visivi, come quelli realizzati da albatros dai sopraccigli neri o pinguini saltaroccia del sud in immagini campione, e nel tempo impara a identificare gli oggetti che formano tali modelli in altre immagini come la nostra foto composita”.

Vi abbiamo già parlato in altri articoli dell’impiego dei droni nel settore della tutela della fauna marina, leggete anche “Droni per monitorare gli uccelli marini” e “Droni e uccelli: dalla natura una tecnologia migliore”.

Anche nel caso delle Isole Falkland si tratta quindi di un’importante innovazione i cui dati potrebbero essere particolarmente utili  anche per permettere agli studiosi di monitorare le dimensioni e la salute delle colonie di uccelli marini e delle zone circostanti un po’ in tutto il mondo.

 

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