Droni oceanici da record per SaildroneEsteri News 

Droni oceanici da record per Saildrone

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I droni oceanici di Saildrone hanno raggiunto un vero e proprio record riguardo le ore navigate e le miglia percorse. Queste imbarcazioni senza equipaggio hanno infatti superato la distanza cumulativa di 1.000.000 di miglia nautiche durante più di 32.000 giorni in mare. Leggete “Barche a vela senza pilota: ecco il Saildrone”.

Numerose sono state infatti le missioni che hanno visto l’impiego di questi importanti strumenti un po’ in tutto il mondo. Il percorso fatto equivale a circumnavigare la Terra 48 volte per un totale di 89 anni in mare. Insomma, numeri da capogiro che spiegano bene come questi strumenti possano essere realmente utili soprattutto a supporto dei ricercatori scientifici.

I droni oceanici Saildrone sono diventati famosi per essere riusciti a raccogliere significativi dati sugli uragani proprio passandoci in mezzo. Ve ne abbiamo parlato in un precedente articolo, leggete anche “Drone oceanico nel cuore della tempesta”.

L’importanza dei droni oceanici

I droni oceanici Saildrone sono utilizzati in particolare dalla National Oceanic and Atmospheric Administration proprio per raccogliere dati climatici. Il fatto di poter operare senza equipaggio a bordo permette a questi mezzi di raggiungere anche situazioni decisamente pericolose. Analizzare da vicino un tornado, per esempio, o permettere la mappatura del fondale marino in aree finora inesplorate.

I traguardi raggiunti in questi anni sono il frutto del lavoro dei progettisti e dei ricercatori che circa dieci anni fa hanno iniziato ad investire in questo progetto. Il primo viaggio di un drone marino Saildrone risale infatti all’ottobre 2013 e consisteva nel raggiungere le Hawaii partendo da San Francisco. 2.200 miglia nautiche percorse in 34 giorni.

La flotta dei droni oceanici Saildrone è composta oggi da ben 136 imbarcazioni di tre diverse dimensioni. Ovviamente in questi anni i mezzi hanno subito migliorie e aggiornamenti che li hanno resi sempre più efficienti e sicuri. Il traguardo raggiunto dimostra come queste tecnologie siano veramente una svolta per la ricerca scientifica. Si tratta infatti di strumenti affidabili che riescono ad operare su lungo raggio e a lunga permanenza.

Raggiungere zone inesplorate e più impervie non sarà quindi poi così impossibile ora.

 

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