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Norme EASA sui droni: oltre 1,6 milioni di operatori registrati in Europa nella categoria Open

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L’Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea (EASA) ha pubblicato un nuovo aggiornamento sullo stato dell’aviazione civile senza pilota nel continente: sono ormai più di 1,6 milioni gli operatori di droni registrati in Europa. Il dato riguarda in particolare la categoria Open, cioè l’ambito operativo per droni civili usati senza autorizzazioni speciali, con specifiche limitazioni e regole standardizzate in tutti i paesi UE.

Cosa si intende per “categoria Open”

La categoria Open è quella di ingresso nel mondo dei droni per uso ricreativo, amatoriale o professionale non critico. È strutturata in tre sottocategorie operative: A1, A2 e A3, ognuna delle quali impone limiti e requisiti diversi in base al peso del drone e alla distanza dalle persone non coinvolte.

Sottocategorie A1, A2 e A3: differenze operative

– A1: per droni con peso inferiore a 250 g. Possono sorvolare persone non coinvolte ma non assembramenti. Non è richiesto un attestato di pilotaggio, salvo casi specifici.

– A2: per droni fino a 2 kg, è necessario mantenere una distanza orizzontale minima di 30 metri (o 5 metri in modalità bassa velocità). Richiede l’attestato A2.

– A3: per droni fino a 25 kg. Devono volare lontano da persone e aree urbane, con un raggio di sicurezza di almeno 150 metri. Richiede formazione base (Open A1-A3).

Queste categorie permettono una gestione flessibile delle attività con droni mantenendo alti livelli di sicurezza pubblica.

Le regole principali per i voli nella categoria Open

La normativa EASA stabilisce alcune regole comuni per tutti gli stati membri:

– Altitudine massima: 120 metri dal suolo.

– Età minima del pilota: 16 anni (alcuni paesi consentono deroghe).

– Registrazione obbligatoria dell’operatore: chi possiede droni con telecamere o superiori a 250g deve registrarsi presso l’autorità competente (es. ENAC in Italia).

– Formazione online e test: richiesti per volare nelle categorie A1/A3 e obbligatoriamente per la A2 (con test aggiuntivo teorico). Leggete “Esame Open A2 droni Enac”.

Assicurazione RC droni: fortemente consigliata, in alcuni paesi obbligatoria (come previsto in Italia da novembre 2025).

Come funziona la registrazione degli operatori

Ogni operatore di droni deve iscriversi presso il portale dell’autorità aeronautica nazionale del proprio paese, come ENAC (www.enac.gov.it) per l’Italia, ricevendo un numero di registrazione univoco da applicare su tutti i droni utilizzati. Questo codice consente alle autorità di identificare rapidamente l’operatore in caso di incidenti o controlli.

L’iscrizione è valida in tutta Europa e ha una durata tipica di 3 anni, rinnovabile.

Perché la categoria Open è così diffusa

Secondo l’EASA, la categoria Open è la più utilizzata perché:

– Non richiede autorizzazioni specifiche di volo

– E’ sufficiente completare la formazione online

– E’ compatibile con la maggior parte dei droni commerciali di fascia consumer e prosumer (come i DJI Mini 4 Pro, DJI Air 3, ecc.)

Il successo di questa categoria è dimostrato anche dai numeri: secondo EASA, oltre il 90% dei voli UAV in Europa rientra in Open.

Prospettive future e digitalizzazione

L’EASA sta lavorando all’integrazione completa del registro europeo operatori UAV con i portali nazionali, per facilitare controlli transfrontalieri e migliorare l’analisi dei dati di traffico aereo non presidiato.

Inoltre, è prevista una spinta verso l’introduzione del Remote ID, ovvero la trasmissione in tempo reale della posizione del drone e dell’operatore, utile per evitare collisioni e garantire la sicurezza nei cieli.

Per scoprire nel dettaglio la regolamentazione EASA e le novità sulle assicurazioni e categorie operative, consulta la nostra sezione dedicata:

📘 Regolamento Europeo Droni

🎓 Come ottenere il patentino drone A1/A3 o A2

Con l’evoluzione delle normative e l’aumento esponenziale degli operatori, conoscere e rispettare le regole diventa fondamentale per volare in sicurezza e legalità.

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